Al Convegno di Certaldo, Governo e Amministrazioni Comunali riflettono sui dati ANAP relativi al TEATRO DI STRADA. Il Sole 24 Ore riporta le cifre più imbarazzanti dello studio realizzato dall’Associazione Nazionale sul (sotto)finanziamento pubblico del settore. ANCI: massima disponibilità a collaborare con ANAP per rilanciare i Festival del settore.

Il 30 Settembre scorso è stato presentato a Certaldo, nell’ambito del Convegno Festival & Città, un accurato studio dell’ANAP sul sostegno pubblico al Teatro di Strada. L’evento ha visto infatti come relatore Alessio Michelotti, che – dopo gli interventi istituzionali del Sottosegretario di Stato alla Pubblica Amministrazione, della Vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, e di altri rappresentanti delle istituzioni locali – ha portato all’attenzione dell’uditorio un’analisi comparata del finanziamento pubblico ai Festival del settore, raffrontando la situazione italiana a quella europea e sottolineando l’inadeguatezza dell’investimento del MIBACT rispetto alla popolarità e alla rilevanza sociale e culturale delle manifestazioni del Teatro di Strada.

L’analisi è scaricabile [qui]

L’intervento del Direttore ANAP ha sortito molto consenso da parte delle amministrazioni locali intervenute, soprattutto quando ha affrontato la spinosa questione dell’incoerenza tra la modulistica per l’assegnazione dei contributi e le specificità del settore, ormai note all’amministrazione ministeriale, ma ancora mai superate (anzi, acuitesi nell’ultima annualità).

Senz’altro di rilievo anche l’intervento di Giuseppe Boron, presidente della Federazione degli Artisti di Strada, il quale ha sostenuto la necessità di accogliere gli artisti di strada tutto l’anno nelle realtà urbane, non solo per i festival. “Questi artisti”, ha detto Boron, “con la loro attività quotidiana fanno ben più pubblico di quello che visita i Festival, e per sostenere la loro attività si può utilizzare semplicemente il baratto culturale”.

Il Sindaco di Certaldo Giacomo Cucini ha presentato i primi dati di un sondaggio realizzato dal Comune sull’indotto creato da Mercantia a favore delle attività del territorio. Ebbene, a fronte dei 450.000 € spesi (330.000 derivanti dalla bigliettazione), consta di ben 800.000 € il ritorno per la comunità certaldese nei 5 giorni dell’evento.

“In questo momento di ripresa del dialogo sul futuro del FUS”, ha dichiarato Vincenzo Santoro dell’ANCI, al quale sono state affidate le conclusioni del Convegno, ANCI, “Comuni e Associazioni di settore, devono presentare un documento unitario per chiedere al MIBACT una radicale inversione di tendenza rispetto alla disattenzione con la quale ha trattato in questi anni i Festival del Teatro di Strada”.

Lo stesso Santoro ha firmato qualche giorno dopo, un editoriale pubblicato dal Sole 24 Ore / enti Locali & PA, nel quale venivano riportati i dati presentati dall’ANAP [qui].

Questo importante incontro ha così riportato alla ribalta un antico quesito. Qual è la percezione che le istituzioni hanno del settore? Come possiamo far capire ai dirigenti del MIBACT che il Teatro di Strada non è solo l’arte spontanea “a cappello”, e che anzi esistono esperienze capaci di creare vera occupazione, nonché un indotto importante  per le comunità che le ospitano, e meritano quindi il sostegno dello stato? Se alla 30° edizione di Mercantia, fa ancora più notizia l’artista a cappello multato a Canicattì, piuttosto che la nascita di una nuova produzione internazionale nell’ambito del Festival più conosciuto in Italia, forse il settore non è riuscito a comunicare sè stesso.

Figlia di questo falso mito dell’artista improvvisato e bohemien, è quell’idea che si possano organizzare eventi di Teatro di Strada senza spendere un soldo, perchè tanto “agli artisti di strada non serve nulla !”.

Quale Teatro di Strada vogliamo promuovere ?

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