20060428-ROMA-POL: PRIMA SEDUTA DELLA CAMERA, ELEZIONE NUOVO PRESIDENTE. Una veduta dell'aula questa mattina, durante il minuto di raccoglimento, prima dell'inizio dei lavori.                                                     Ansa/CLAUDIO ONORATI/on

Torna al Senato il DDL 2287.

Il 3 maggio è stata nuovamente assegnata alla 7a Commissione Permanente (Cultura) del Senato la Proposta di Legge (DDL 2287 bis) che prevede la delega al Governo per l'adozione del nuovo "Codice per lo Spettacolo", a seguito dello Stralcio degli articoli dedicati al cinema e all'audiovisivo, già approvati e trasformati in legge il 3 Novembre 2016 con un diverso percorso normativo. Questa legge oltre a impegnare il Governo ad adottare un regolamento per lo Spettacolo dal Vivo entro 12 mesi dalla data della sua entrata in vigore, fissa alcuni obiettivi generali verso i quali il nuovo regolamento dovrà rivolgersi:

a) razionalizzazione dell'organizzazione e del funzionamento dei diversi settori sulla base dei princìpi
di tutela e valorizzazione professionale dei lavoratori, di efficienza, corretta gestione, economicità,
imprenditorialità e sinergia tra i diversi enti e soggetti operanti in ciascun settore, sostenendo la capacità di operare in rete, adeguando il quadro delle disposizioni legislative alla pluralità dei linguaggi e delle espressioni dello spettacolo contemporaneo;
b) miglioramento e responsabilizzazione della gestione;
c) favorire individuazione di criteri e modalità di collaborazione nelle produzioni;
d) destinazione di una quota crescente del finanziamento statale in base alla qualità della produzione;
e) individuazione delle modalità di concertazione dell'intervento statale con le regioni e le province autonome 
f) revisione e riassetto della disciplina delle attività musicali
g) revisione della normativa in materia di promozione delle attività di danza, 
h) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi, specificamente finalizzate alla graduale
eliminazione dell'utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse;
i) ampliamento dei crediti d'imposta per la realizzazione di nuove strutture
l) introduzione e revisione di norme volte all'avvicinamento dei giovani alle attività di spettacolo e finalizzate a creare un efficace percorso di educazione delle nuove generazioni;
m) riordino dei rapporti di lavoro nel settore dello spettacolo;
n) semplificazione delle procedure per la vendita dei titoli d'accesso, iter autorizzativi e adempimenti burocratici relativi allo svolgimento di attività di pubblico spettacolo, ivi inclusa, l'autorizzazione di pubblica sicurezza per gli spettacoli viaggianti e le attività circensi;
o) sostegno alla diffusione dello spettacolo italiano all'estero e ai processi di internazionalizzazione, in
particolare in àmbito europeo

Su una base così ampia di obiettivi la discussione del "Codice dello Spettacolo" si prevede ancora molto lunga e articolata. Nelle prossime settimane, a seguito dell'Assemblea Nazionale del 9 Giugno a Sasso Marconi, l'ANAP inizierà un'azione di pressing sulle segreterie politiche e sugli organi di governo, volta alla soluzione dei nodi più urgenti che riguardano le attività associate. Le arti performative hanno bisogno di un sostegno pubblico più massiccio e capillare. Devono essere semplificate le procedure per l'ottenimento delle sovvenzioni, ma deve anche essere abbassato il tasso di burocrazia che quotidianamente funesta le nostre attività. Il primo passo però è la condivisione di un documento programmatico nel quale le richieste dei settori rappresentati vengano chiaramente delineate, con il contributo di tutti.

Qui il testo del DDL attualmente al vaglio del Senato della Repubblica:
http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/47313.pdf

 

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