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Martedì 29, Mercoledì 30 Maggio 2018; Roma.

 

In un periodo in cui l’incertezza istituzionale è massima per il nostro paese, la nostra piccola ma determinata associazione riprende in casa la propria azione sindacale, dopo il riconoscimento ottenuto presso il Parlamento Europeo.

 

ANAP, Roma Maggio 2018

 

Le istituzioni europee vengono spesso percepite dagli italiani come poteri lontani e oscuri anfratti della nuova burocrazia, eppure sembra che abbiano un ruolo sempre più preponderante nell’influenzare le politiche nazionali: questa è la testimonianza che l’ANAP può dare dal suo particolare punto di vista, il punto di vista di un gruppo di pressione che seguendo strade non scontate vuole affermare il primato culturale delle arti performative, prima ancora che singole istanze di settore.

Sulla scia della presentazione presso il Parlamento Europeo del progetto Mysteries & Drolls, con capofila il Comune di Certaldo e il Festival Mercantia, avvenuta il 23 maggio scorso, dopo nemmeno una settimana da questo evento senza precedenti che ha sancito una volta per tutte lo spessore europeo delle nostre attività, molte porte si sono aperte anche nella nostra capitale.

Gli italiani sono ottimi progettisti nel campo della cooperazione europea. Abbiamo buone idee e ottime credenziali, visto il patrimonio di cui siamo custodi in tutti i campi che riguardano beni e attività culturali. Sono i nostri sistemi nazionali invece a pagare lo scotto di un’arretratezza insostenibile e anacronistica che fanno di molti nostri creativi, non già profeti mancati, ma addirittura eretici in patria. Quando però veniamo riconosciuti all’estero, la musica cambia, e diventiamo immediatamente eccellenti e utili anche nei “salotti” romani.

Di seguito un breve resoconto per gli associati di una due giorni trascorsi nella Città eterna, nella quale incontrando il Segretariato Generale del MIBACT, l’ANCI, la Direzione Generale della SIAE, la Presidenza AGIS, la direzione ANAP e il Presidente Carlo Lanciotti hanno cercato di rafforzare l’azione sindacale dell’associazione, ottenendo importati risultati.

Martedì 29 il primo dei 6 incontri sostenuti a Roma ci ha portato a discutere con la Direzione Generale della SIAE, Ufficio Accordi, i risultati dello studio condotto su 20 Festival del nostro circuito in merito alla gestione del diritto d’autore. Si è trattato del secondo incontro del tavolo di concertazione aperto un anno fa e che dovrebbe portare nei prossimi mesi alla chiusura di un accordo nazionale per la gestione del diritto d’autore nei Festival delle Arti Performative.

Abbiamo rappresentato alla società degli autori una situazione di disagio diffuso. Le conclusioni dello studio che ha riguardato un campione di circa il 10% degli eventi artistici del settore, sono evidenti. La principale esigenza degli operatori è quella di essere tutelati di fronte agli arbìtri dei singoli mandatari. Le richieste vessatorie devono finire. Sul tavolo abbiamo aperto il vaso di pandora delle cattive pratiche, una per tutte l’applicazione del diritto su repertori che non ne sono gravati. Su questo punto abbiamo portato l’esempio delle manifestazioni a biglietto di ingresso unico che prevedono un numero di eventi molto consistente ma che utilizzano in larga misura repertori non soggetti a tutela. La carrellata degli orrori è proseguita con la richiesta (illegittima) di compilazione dei borderò a fini di verifica, ad esempio nel caso in cui gli autori abbiano presentato dichiarazione liberatoria non essendo iscritti alla SIAE o rappresentando repertori privi di tutela. Infine abbiamo dimostrato, numeri alla mano, l’eccessivo onere sopportato dai Festival in relazione soprattutto alle rappresentazioni ad ingresso gratuito e comunque organizzate senza finalità di lucro.

In conclusione abbiamo rappresentato una richiesta molto forte proveniente dal settore, di ottenere un trattamento che colga più da vicino e in maniera più specifica le caratteristiche peculiari degli eventi organizzati, che si distinguono per la contemporaneità di un numero consistente di eventi, varietà di forme, assenza di lucro, spiccato e diffuso interesse pubblico.

La Dott.ssa Luise dell’Ufficio Accordi, assistita nell’incontro da 4 componenti della Direzione Generale, ha preso atto delle istanze rappresentante, impegnandosi a studiare entro l’anno insieme all’ANAP una forma di convenzione che superi i problemi sul campo. Ha anche ricordato che la SIAE nasce per tutelare un diritto fondamentale di chi crea e, al netto di comportamenti difformi degli uffici periferici, è impegnata nella promozione culturale dello spettacolo dal vivo, e che la sua funzione non si estingue con la raccolta del diritto. La rilevanza culturale, artistica e sociale delle nostre attività è ben testimoniata dal riconoscimento ottenuto in ambito europeo, e di fronte a questo dato di fatto l’interesse degli autori non può che essere perseguito attraverso un percorso condiviso. Ha anche ricordato che a fronte di una percezione negativa da parte degli utilizzatori dei repertori, i dati testimoniano che sul campo alcune prescrizioni di legge, come ad esempio la rilevanza dei contributi pubblici quale base di calcolo del diritto, vengono puntualmente disattese dagli enti organizzatori del nostro circuito.

Il secondo incontro del primo giorno, è avvenuto presso il Desk Italia del Programma Creative Europe, con la Dott.ssa Marzia Santone del MIBACT. Con il Desk Italia abbiamo condiviso i risultati riportati dalla cooperazione a matrice italiana nell’ambito di quello che è il maggiore programma di sostegno dell’Unione Europea per i partenariati culturali. Nell’incontro, molto informale e pragmatico, è emerso una volta ancora il gap del sistema culturale italiano, che non riesce a rinnovarsi e a cogliere le principali sfide del nostro tempo, quali ad esempio un rapporto più ravvicinato con i fruitori del patrimonio culturale (e quindi con l’audience per quanto ci riguarda), la necessità di creare strategie e sistemi integrati che riuniscano in un unicum progetti artistici, di promozione culturale e turistica. Abbiamo chiesto una maggiore attenzione da parte del Desk per la formazione degli operatori delle arti performative sul programma Creative Europe. Attenzione che in occasione delle prossime calls il Desk (che purtroppo non gode di mezzi e personale adeguato) cercherà di non farci mancare.

Il Pomeriggio dell’ANAP è proseguito con Antonio Buccioni dell’AGIS, ispiratore di un nuovo progetto associativo all’interno dell’Associazione Generale dello Spettacolo, verso il quale sentiamo molte affinità. Si chiamerà FISP la nuova Federazione Italiana dello Spettacolo Popolare che prenderà in eredità il patrimonio del progetto Arcipelago, promosso a partire dal 1999 dallo stesso Buccioni. Il comparto, secondo il nostro mentore AGIS, ha bisogno di una nuova strategia d’azione. Non sarà più sufficiente d’ora in poi una “fratellanza ideale” tra Circo, Spettacoli Viaggianti, Teatro di Strada e Arti Performative. Alla luce della mutata situazione politica, della difficoltà di rapporto con i principali referenti istituzionali (non ultimo il MIBACT), è necessaria una vera strategia politica unitaria. La FISP si qualificherà come uno strumento nuovo, un nuovo canale, attraverso il quale le varie anime dello spettacolo popolare potranno trovare insieme una maggiore considerazione presso le istituzioni, ma anche un nuovo modo di comunicare se stesse non ultimo verso il pubblico, perseguendo una rivalutazione dei linguaggi che le contraddistinguono, nel quadro comune di una cultura più vicina alla gente, a tutta la gente. Nei nostri confronti il Presidente ENC Buccioni, ha rappresentato una semplice convinzione, della quale prendiamo atto non senza un certo orgoglio: il progetto FISP ha assoluta necessità del coinvolgimento dell’ANAP e delle realtà più significative dello spettacolo urbano. I riconoscimenti ottenuti in campo europeo sono patrimonio dell’intero comparto e sarà cura del primo direttivo della neonascente Federazione, riuscire a condividere questa progettualità di altissimo valore e di respiro internazionale, all’interno di tutto lo Spettacolo Popolare italiano.

Mercoledì 30 Maggio a Roma è una calda giornata di sole. Ciò nondimeno lo Spread (dicono i giornali) si è “raffreddato”. I tassisti, più laconici che mai, parlano di “giornata campale”, e nell’area di Montecitorio l’andirivieni di Presidenti del Consiglio incaricati, capi politici più o meno europeisti, portaborse che si incrociano senza riuscire a puntare verso una precisa direzione (quali borse stanno trasportando?), giornalisti accampati in piazza, non promette niente bene.

A metà mattinata incontriamo il Presidente dell’AGIS Carlo Fontana. Presidente AGIS dal 12 settembre 2013, Fontana è stato dal 1990 al 2005 sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano e senatore della quindicesima legislatura (Governo Prodi). È stato amministratore esecutivo del Teatro Regio di Parma dal 1º ottobre 2012 al 16 luglio 2014. L’incontro è cordiale e il Presidente è molto interessato agli esiti sortiti dall’incontro di Bruxelles del 23 Maggio. Noi lo ragguagliamo sul progetto Mysteries & Drolls, sugli interventi degli Europarlamentari e gli regaliamo un catalogo dell’ultima edizione di Mercantia, come testimonianza eccellente delle attività del settore. Il Presidente Lanciotti conferma la convinzione con la quale ANAP sostiene da sempre il progetto AGIS e con la quale aderirà alla fondazione della FISP a fianco del Circo Classico, del Circo Contemporaneo e delle altre anime dello Spettacolo Popolare che si adoperano per la tutela e la promozione di questo grande patrimonio italiano. Un’associazione, l’AGIS, che non ha eguali in Europa, precisa il direttore Alessio Michelotti, ma che all’Europa si deve aprire, dimostrando l’intenzione di cambiare il paradigma nella rappresentanza del settore, rimettendo al centro della propria missione sindacale, le attività a vocazione culturale insieme a quelle di impresa, per le quali è necessario adottare strategie vicine alle priorità che l’Europa si è data, valorizzando quanto accade nei territori del nostro paese proprio grazie alle arti performative, laddove senza di esse Teatro, Musica, Danza, Circo non arriverebbero. Una parte consistente dello Spettacolo dal Vivo, ha affermato Michelotti nel suo intervento, ha bisogno di riconciliarsi con il pubblico. Le Arti Performative urbane possono favorire moltissimo questo processo, possono influenzare positivamente il resto del comparto. La riunione si è conclusa con una dichiarata volontà da parte del Presidente AGIS di rappresentare in maniera più compiuta le istanze dell’ANAP in tutte le sedi nelle quali alle stesse possano essere date risposte precise. L’impegno è ad affrontare congiuntamente il MIBACT, in modo da aumentare gli stanziamenti a disposizione per le attività del Teatro di Strada e del Nuovo Circo, nonché di aprire un tavolo di lavoro con il Ministero degli Interni sul tema della Direttiva Gabrielli che tanti problemi sta dando agli organizzatori delle manifestazioni all’aperto.

Nel pomeriggio la temperatura della primavera romana aumenta. Siamo a due passi da Montecitorio: la tentazione è quella di una comparsata in aula, per improvvisare una cantastoriata in nome del Popolo Italiano che, dopo essere accorso alle urne, attende da 90 giorni la formazione di un governo. Avevamo pronto il refrain di un saltarello marchigiano che ci avrebbe offerto il ritmo per quattro o cinque strofe, ma alla fine, con la certezza di non essere compresi, decidiamo di soprassedere.

Ripariamo nelle fresche stanze dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, al secondo piano di Via dei Prefetti, dove ri-incontriamo un grande amico delle Arti Performative, il pugliese Vincenzo Santoro, responsabile dell’Ufficio Cultura dell’Anci Nazionale, che ai nostri saltarelli intreccia le sue pizziche, testimoniando ancora una volta, se ce ne fosse stato il bisogno, quanto i Comuni italiani tengano in considerazione lo spettacolo urbano. Sicurezza, SIAE, FUS, Europa, sono tutti temi che vengono sviscerati nell’arco di un’ora e mezza che sancisce la piena comunione di vedute e di intenti che è ormai mutuata dalla condivisione di progettualità le più varie nell’arco di vent’anni. I comuni ci sono. Ci sostengono nelle commissioni ministeriali. I loro interessi, nello specifico delle attività del “Teatro delle Città” coincidono con quelli dei nostri operatori, per cui la collaborazione con l’ANAP sarà un punto fermo dell’Ufficio Cultura ANCI.

Ultimo incontro del viaggio romano dell’ANAP (non ultimo però in ordine di importanza) è quello con il Segretariato Generale del MIBACT. La funzione del Segretariato è quella del coordinamento delle varie Direzioni Generali. Ci riceve la Dott.ssa Luisa Montevecchi, invitata a Bruxelles il 23 Maggio, ma assente giustificata per un impedimento legato ad attività ministeriali improcrastinabili. La sintesi di ciò che è emerso in questo ultimo tavolo è l’esigenza di creare sistema. Operatori della cultura e istituzioni devono impegnarsi maggiormente a pianificare le proprie attività facendo convergere nei propri progetti la tutela e la valorizzazione dei beni culturali con la promozione delle attività di spettacolo, integrando lo sviluppo di progetti turistici e la promozione dei territori. Tutto questo è assolutamente tangibile nei progetti espressi dagli operatori delle Arti Performative. L’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, con mezzi purtroppo assai limitati, permette di rilanciare questa visione. Tante le domande pervenute al MIBACT che si riferiscono a questa nuova opportunità di finanziamento: non sarà possibile corrisponderle se non in minima parte, ma la presenza delle nostre attività all’interno dell’Agenda Nazionale dell’Anno Europeo del Patrimonio sarà tenuta in grande considerazione dal Ministero. La Dottoressa Montevecchi rappresenta all’interno del MIBACT l’Ufficio UNESCO. Ci informa del fatto che l’Unesco ha riconosciuto in Italia 7 patrimoni immateriali dell’umanità, tra questi l’Opera dei Pupi e la Falconeria sono i due che ci riguardano più da vicino. La notizia ci sorprende e ci offre alcuni spunti di riflessione, un’idea remota, forse una suggestione, forse l’ambizione o il sogno di preparare una candidatura UNESCO per altri patrimoni eminentemente italiani di cui siamo in qualche modo tutori: quello ad esempio della Commedia dell’Arte e dello Spettacolo di Strada. Del resto senza un volo, rinunciando a sognare, non potremmo autorevolmente rappresentare chi sfida ogni giorno le leggi dell’economia e la cruda realtà del sistema culturale italiano, difendendo, a prescindere e nonostante tutto, il primato culturale del popolo degli artisti e dei poeti.

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